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> MAURO GIULIANI
"L'orfeo della Puglia"
Il Periodo Viennese
Q
uando la chitarra a sei corde assunse, intorno al 1800, le caratteristiche con le quali oggi la conosciamo, si verificò una grande ondata di interesse per il nuovo strumento.
Al centro di questo veniva a trovarsi una nuova generazione di virtuosi italiani e spagnoli.
Tra i primi chitarristi e compositori per chitarra professionisti, spicca il nome di Mauro Giuliani.
Mauro Giuliani nacque a Bisceglie il 27 luglio 1781; ultimo di quattro figli di Michele e Antonia Tota, coniugi della Parrocchia di Sant'Adoeno, fu battezzato il giorno seguente e sorretto al Fonte battesimale dal Marchese Riccardo Tupputi.
Studiò in patria ed amò sommamente le belle arti, specialmente la musica. Appreso il contrappunto all'età, di sedici anni, compose una messa che gli fece molto onore.
A diciotto anni l'ardente desiderio di meglio istruirsi lo trasse a viaggiare a Vienna.
Era la Vienna dell'ultimo periodo classico, brillante capitale musicale del mondo occidentale. Haydn era ancora vivo, ma Beethoven, a cui si legherà in amicizia, aveva compiuto la sinfonia eroica.
A Vienna il prodigioso talento di Giuliani suscitò un grande entusiasmo per la chitarra e ciò fece di lui una figura centrale nella storia di questo strumento.
Giuliani rivestì per la chitarra un ruolo simile a quello che Chopin o Listz in seguito ebbero per il pianoforte.
Quando nell'aprile 1808, Giuliani effettuò la prima esecuzione del suo
Gran Concerto per chitarra e orchestra op.30
, i viennesi se ne innamorarono e perfino i critici furono costretti ad ammettere che la chitarra aveva possibilità che andavan al di là del mero dell'accompagnamento.
La prima fu un vero evento storico, dal momento che fu il primo concerto per chitarra al mondo.
Sia al chitarra sia Giuliani divennero istantaneamente popolari nella capitale asburgica. Uomo fine, colto e di lodevoli costumi frquentò la più, alta aristocrazia viennese, fu ospite di illustri personaggi che divennero in seguito suoi allievi tra cui l'Arciduchessa d'Austria, un Principe della famiglia Hohenzoller e il Conte Giorgio di Waldestein.
Strinse cordialmente amicizia con i celebri pianisti Hummel, Moscheles, Mayseder ed il sommo Beethoven, che non mancò di assistere ad un concerto di Giuliani. Il compositore tedesco si era dedicato anche alla chitarra, come appare da una lettera che invia a Teresa Malfatti, ove scrive:
"La prego di consegnare alla sua cara sorella la canzone ridotta per chitrarra. Il tempo era troppo breve altrimenti avrei scritto anche le note per il canto"
.
Grazie ai suoi grandi editori di musica, Vienna rese Giuliani un autentico compositore professionista.
Il primo concerto fu nell'aprile 1808, di questo fu detto di essere stato raro, delizioso e piacevole.
A Vienna diresse il movimento per chitarra insegnando e componendo un ricco repertorio di musiche (151 numeri
d'opus
, più svariate coposizioni non numerate e postume).
Dal 1814 al 1819 fu una delle celebrità musicali che formarono un'orchestra per l'esecuzione delle musiche di Beethoven. Infatti la troviamo alla prima della settima sinfonia nell'orchestra di Vienna con i famosi Hummel, Moscheles, Mayseder con cui si accompagnò pubblicamente in numerose Accademie successive.
Nel 1814 divenne virtuoso onorario di camera dell'Imperatrice Maria Luisa, seconda moglie di Napoleone, dalla quale ricevette in dono la Lira, che Napoleone aveva commissionato per lei, ed ottenne altri sontuosi omaggi, tra cui la nomina a Cavaliere del Giglio.
In occasione del Congresso di Vienna l'oramai celebre chitarrista potè essere in qualità di concertista ufficiale, applaudito dalle più eminenti personalità politiche. Per oltre un decennio visse il periodo di maggiore gloria, tanto da meritarsi l'appellativo di "Paganini della chitarra". Ammirazione e stima per l'uomo di lodevoli costumi come s'è detto, e per le sue qualità d'artista e di maestro anche dal punto di vista tecnico. Ideò la cosidetta
"chitarra di terza"
, una chitarra più piccola accordata una terza minore sopra l'accordatura normale.
Da un annuncio della Allegemeine Musikalische Zeitung del Giugno 1813 apprendiamo che durante un concerto tenuto il 9 Maggio
"Il signor Mauro Giuliani suonò con Moscheles una sonata per pianoforte e chitarra abbozzata da entrambi ed arrangiata da Moscheles"
.
In questa recensione per la prima volta è citato il Gran Duetto concertante per forte-piano e chitarra, composto e dedicato a sua altezza imperiale Rodolfo d'Austria dai sommi signori e servitori Ignaz Moscheles e Mauro Giuliani, che fu effettivamente pubblicato dall'Editore Artaria come
opera 20
del 1814.
Il successo di quel concerto e di quella composizione indusse i due artisti a stringere ulteriormente i loro rapporti di amicizia e di collaborazione.
Nella primavera 1814 Mauro Giuliani, Hummel, Moscheles, Mayseder iniziarono a tenere una serie di concerti chiamati
Dukaten Komzerte
, che riscosserro eccellente successo.
Ma l'enorme fortuna del chitarrista biscegliese iniziò subito a decadere ed il 25 Maggio 1819 Giuliani dovette lasciare Vienna per non farvi più ritorno a causa di un debito vantato da Jakon Scholze, i suoi credeti e il suo mobilio fu sequestrato ed inventariato all'asta dalla polizia viennese.
Il periodo italiano
T
ra il 1820 ed il 1823, di ritorno in Italia, aiutato dall'imperatrice Maria Luisa di Borbone, soggiorna a Roma ed iscrive Emilia, nata a Vienna nel 1813 e Maria (illegittima), nata a Vienna nel 1806 in collegio privato di Roma: l'Adorazione di Gesù.
La presenza a Roma è comunicata nell'annuncio seguente:
"Il signor Mauro Giuliani, virtuoso onorario di camera di S.M. la Principessa Imperiale Maria Luisa Arciduchessa d'Austria, proveniente da Vienna e diretto a Parigi, trovasi di passaggio in questa città. Egli è celebre per aver scritto 117 opere istrumentali e perchè a niuno è secondo nel suonare la chitarra"
.(
diario di Roma
, notizie n. 16, - 20 Aprile 1820). In questo periodo è legato da amicizia conviviale a Giocchino Rossini e Nicolò Paganini. L'amicizia di Giuliani e Rossini è, documentata dal Connestabile (vita di Nicolò Paganini, 1851) secondo cui nel periodo della Matilde di Shabran, nella residenza romana di Rossini
"sempre erano congiunti al gran pesarese l'uno suonando la chitarra l'altro il violino i due sublimi dell'arte musicale Giuliani e Paganini definendolo quest'ultimo l'Orfeo della Puglia"
.
In una lettera datata 6 Febbraio 1821, Mauro Giuliani proponeva all'editore Giovanni Ricordi di dare alle stampe una lunga lista di composizioni chiamate
"Rossiniane"
e scrive:
"Durante il soggiorno che ho fatto a Roma ha procurato di scrivere dei pezzi musicali di uno stile giammai conosciuto oltre alla mia intima amicizia di Rossini, il quale mi ha favorito molti originali onde tradurre tutto ciò che mi aggrada, conclusione questa musica la vorrei pubblicare"
. Le opere di Giuliani nel periodo romano comprendono oltre alle
"Rossiniane"
alcune arie popolari romane, quali
Amai na'donna bella e cù cù, La gnora luna, Grande variazione sull'aria di Carafa e Cara memoria.
Verso il 1823, per motivi di salute, Mauro Giuliani si recò a Napoli ove fu ospite della Corte Reale, dando un concerto sulla chitarra-lira dinanzi a Francesco I.
Due anni dopo, la salute del compositore biscegliese peggiorò. Egli non fu presente al recital della figlia Emilia tenuto al Teatro del Fiorentini in Napoli e la sua morte fu riportata il 14 Maggio 1829 sul
Giornale del Regno delle due Sicilie
che così recitava:
"La mattina del giorno 8 di questo mese Don Mauro Giuliani famoso chitarrista morì in questa capitale. La sua chitarra fu trasformata nelle sue mani in un'arpa che molciva i cuori degli uomini.
Egli lascia una figlia in tenera età ed essa stessa mostra essere erede di questa non comune abilità, una circostanza che può solo consolarci della sua perdita"
. Dieci anni dopo la sua morte la sua fama di compositore e concertista era ancora così grande che un gruppo di entusiasti inglesi fondarono a Londra un periodico intitolato
"The Giulianiad"
.
L'opera didattica
O
ttimo conoscitore della forma musicale e studioso della composizione musicale i suoi concerti rappresentano uno sviluppo nuovo strumentale dei suoi tempi, Giuliani sa creare impasti ritmici tra il solista e l'orchestra.
La sua musica tende al raziocinante classicismo settecentesco. Nato e cresciuto nell'età cruciale della trasformazione della chitarra, Giuliani fondò quel repertorio e quella tecnica insieme con un ristretto numero di eletti: Fernando Sor, Carulli e Dionisio Aguado.
Da essi tuttavia l'Orfeo della Puglia si distingueva non solo per l'insuperabile magistero strumentale, ma anche per la vastità degli interessi compositivi. Giuliani non si limitò alla creazione di pezzi per chitarra sola, ma esplorò con lucidità il suo accostamento ad altri strumenti. Tra le opere principali spiccano i tre concerti:
op.30, op.36, op.70
(quest'ultima per chitarra terzina)
, le variazioni: op.130 e l'introduzione Tema con variazioni e "Polonaise op.65", la Gran Sonata eroica op.150
dedicata a Napoleone Bonaparte e la Grande
Overture
esempi formali dall'allegro di sonata viennese.
Nicola Giuliani
Da ascoltare
Le Rossiniane N. 4 op. 122
Concerto per chitarra op. 30 (polonaise)
La Melanconica, Variazioni sul tema di Hendel op.107
Le informazioni per la realizzazione di questa pagina sono state concesse da
Nicola Giuliani
, discendente di
Mauro Giuliani
Per maggiori informazioni sulla vita del compositore contattare Nicola Giuliani tel. 080 3969710 cell. 339 1877576, V. Monte S. Michele 39, Bisceglie.
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Last update: 4-Sep-2010
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