bisceglieonline.net Bisceglieonline.NET Stemma del Comune di Bisceglie    
    JAZZ Engine
Menù Home BOLBanners
 
Google

× Alberghi
× Associazioni
× Palestre
× Pubs e disco
× Ristoranti


× Programmazione
arte & storia
× Virtual Tour
× Storia
× Museo
× Borgo Antico
× Mappa del Borgo
× Dolmen
× Casali
× Chiese Romaniche
× Cattedrale
× Torri Normanne
× Palazzo Tupputi
× Palazzo Borgia
× Palazzi Nobiliari
× Grotte di S. Croce
× Mauro Giuliani
× Bisceglie Flash


servizi
× Calcio
× Hotels
× Edicola
× Che Tempo fa
× Oroscopo
× Mappa Bisceglie
× Cambia Valuta

> GROTTE DI S. CROCE

Il complesso delle grotte di Santa Croce si apre a 120 metri sul livello del mare, sul versante destro della "lama", in contrada Matina degli Staffi, a 7 Km dal centro urbano di Bisceglie. La lama Santa Croce, la più suggestiva tra quelle che solcano il territorio di Bisceglie, più a valle prende il nome di Lama di Macina e sfocia quindi nel mare Adriatico, in corrispondenza di Cala del Pantano. Si tratta di un complesso di formazione carsica. In particolare, durante il ciclo del carsismo antico (inizio Pleistocene), si sviluppò un deflusso idrico sotterraneo, che incise per lungo tempo la formazione geologica dei calcari detritici, determinando la caratterictica sezione a "foro di serratura". La grotta, infatti, lunga oltre 100 metri, al suo interno è stretta verso l'alto e si allarga progressivamente sino a formare ambienti molto ampi verso il basso. Esternamente dovette esserci un paesaggio da "carso coperto", cioè con vaste foreste e suolo humifero di notevole spessore ed estensione, con seguente deflusso regolare delle acque. L'approfondimento dei percorsi sotterranei si sviluppò in due cicli, con soste e riprese indicate dalle tracce delle eforazioni sovrapposte. Altre tracce di sezione indicano che, pur diversificandosi la portata, non vi furono intervalli particolarmente lunghi nel ciclo erosivo. La fine del ciclo carsicoerosivo sotterraneo fu determinata da movimenti tettonici (neotettonismo isostatico con sollevamento), durante i quali si definì l'escavazione della lama, che in seguito ad una fase trasgressiva del mare, fu interessata dal riempimento alluvionale.

Il deposito archeologico è ben conservato nella grotta principale e si prolunga all'esterno ove forma un terrazzamento sul percorso della lama. In esso sono stratificate le tracce della presenza dell'uomo e dell'utilizzazione della grotta, protrattasi non senza interruzioni dal Paleolitico Medio all'Età del Bronzo.



Diverse furono le indagini effettuate nella grotta, la storia degli scavi può essere sintetizzata come segue:
  • 1937: F. S. Majellaro dà notizia della Grotta di Santa Croce, dopo averne intuito la straordinaria importanza sotto l'aspetto archeologico.
  • 1938: L. Cardini, presidente dell'Istituto Italiano di Paleontologia Umana, effettua un sopralluogo e piccoli saggi di scavo, che confermano la presenza del Musteriano e del Neolitico.
  • 1939: L. Cardini e F. S. Majellaro eseguono saggi di scavo, soprattutto all'esterno della grotta.
  • 1940: F. S. Majellaro compie ulteriori scavi, durante i quali rinviene tre ciottoli graffiti, due dei quali rappresentano semplici linee ed il terzo che raffigura la parte posteriore di un animale (bovide) del Paleolitico Superiore.
  • 1954: scavi sotto la direzione di L. Cardini, P. Cassoli, F. S. Majellaro
  • 1955: scoperta del femore dell'uomo di Neanderthal, gli scavi si protraggono sino al 1958.
  • 1970: ricerche compiute da V. Delfino Pesce e C. Giove, dell'Università di Bari, e dal gruppo speleologico Le Nottole di Bergamo.
  • 1994: su incarico del Comune di Bisceglie, il gruppo speleologico ruvese effettua un rilievo nel complesso rupestre.
  • 1997: su incarico del Comune di Bisceglie, l'equipes del Prof. Gambassini dell'Università di Siena effettua degli scavi all'interno della grotta.
  • 1998: su incarico del Comune di Bisceglie, l'equipes del Prof. Gambassini dell'Università di Siena, d'intesa con la Soprintendenza Archeologica della Puglia e con la collaborazione del Gruppo Scout Bisceglie, effettua una nuova campagna di scavi. Obiettivo prioritario è stato l'asportazione del cesto dell'età Neolitica rinvenuto nella grotta nel giugno '97. Nella grotta sono state, inoltre, rinvenute bellissime concrezioni e stalattiti.
La grotta restituisce industria litica musteriana: 2.200 punte, raschiatoi, schegge, che trovano stretti confronti con l'industria litica rinvenuta nella Grotta dei Ladroni alla Ripagnola (Polignano a Mare).

All'Epigravettiano Finale (11.000 anni fa) è riferibile, invece, l'industria litica del Paleolitico Superiore: strumenti più piccoli come bulini e grattatoi. Di notevole importanza è il rinvenimento di un femore umano, privo delle epifisi, attribuito ad un individuo adulto e riferibile all'Homo Sapiens Neanderthalensis.















COME ARRIVARCI



Le informazioni, per la realizzazzione di questa pagina, sono tratte da:
La vita, la morte e l'aldilà, di Antonia de Silvio e Dorita Piccarreda
Le fotografie sono tratte dall'archivio del Gruppo Scout di Bisceglie

evasori.info: segnala e mappa l'evasione fiscale in italia
× Shopping
× Jazzos
CD musica Jazz ed altro...
× Fatwear
Abbigliamento per sketeboard, snowboard...
× Marotec
Vendita Telefonini dual sim, accessori e altro...


Last update: 4-Sep-2010
BisceglieOnLine.net by: e-cows