
Altre vestigia imponenti ed austere di un lontano passato sono i dolmen, strutture funerarie megalitiche a galleria entro tumulo ellittico, databili al Bronzo Medio (XVI - XIV sec. a.C.). Attualmente se ne contano quattro, benchè in passato fossero più numerosi. Sorgono a breve distanza l'uno dall'altro, al massimo 1 o 2 km in linea d'area, lungo il percorso di Lama Santa Croce. Mentre i dolmen di Albarosa e dei Paladini sono di difficile accesso, i dolmen La Chianca e Frisari sono agevolmente raggiungibili e visitabili.
Fra tutti, il più bello e meglio conservato è il dolmen La Chianca, di cui si conservano la cella sepolcrale, formata da tre grandi lastroni verticali su cui poggia il lastrone di copertura, e il corridoio di accesso. Gli scavi effettuati nella cella e nel dromos hanno restituito numerosi resti ossei umani attribuibili ad una decina di individui, ed un ricco corredo funerario costituito da vasi di ceramica ad impasto, alcuni vaghi e pendagli di collana, una fusaiola, frammenti di lama di ossidiana e di selce ed una falera in bronzo. Quasi al centro del dromos furono rinvenuti i resti di un focolare circolare, acceso diverse volte a scopo rituale, in occasione dei vari momenti di deposizione. Il dolmen della Chianca costituisce un unicum, non soltanto per l'eccezionale stato di conservazione, ma anche per la consistenza numerica dei reperti, non comparabili con oggetti simili di altri dolmen del territorio barese.