Infine, all'esterno del circuito murario che cinge la città antica, ma non lontano da essa, si situa la chiesa di Santa Margherita, preziosissimo gioiello di arte romanica. La trascrizione di un importante documento datato 12 gennaio 1197, ci consente di datarla con estrema precisione. Si tratta dell'Atto di donazione dei beni, con i quali Falco, giudice della Curia Imperiale, figlio di Giovanni, giudice della città di Bisceglie, corredava la chiesa che aveva appena fatto edificare non lontano dalla cinta muraria. La chiesa, fornita di tutti i suoi preziosi beni, fu fatta costruire da Falco per celebrare un avvenimento importante che riguardava lui e la sua famiglia: la carica di giudice della Curia Imperiale da poco conferitagli; di certo un salto di condizione assolutamente degno di essere celebrato con un atto memorabile e pubblico. L'edificio insiste entro un luogo cintato, sebbene di dimensioni ridotte rispetto a quelle di un tempo, e come allora una piccola strada le scorre davanti ad occidente. Tuttavia, ciò che il trascorrere dei secoli ha irrimediabilmente divorato, è la campagna circostante. La corte di Santa Margherita, infatti, era ritagliata all'interno di una pił vasta tenuta del giudice Falco, nell'immediato suburbio, ove dominava un paesaggio agrario, pezzato di orti, frutteti, giardini, vigne, soprattutto oliveti. La chiesa è del tipo a cupola centrale, con pianta a "croce contratta"; la facciata, a cuspide e a paramento liscio, è conclusa da archetti rampanti che poggiano su mensole scolpite. Il portale è a doppio arco falcato, l'interno ad un'unica navata termina con un'abside semicircolare. All'interno spicca un delizioso baldacchino con due esili colonnine che poggiano su due leoncini.

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